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L’Intervista: IDA SCARLATO, “Sinceramente” intensa

“Io ho scelto di fare la musica che mi piace, senza pensare di dover piacere” Ida

E’ uscito il 18 settembre scorso “Sinceramente”, il suo album di debutto, a presentarlo il singolo omonimo. Un’artista di cui Musica Ribelle il blog si è già interessata e nonostante la sua giovane età, (25 anni) affascina il suo stile e l’estensione vocale, oltre ad una timbrica inaspettatamente piena. La sua musica è suadente e insieme all’utilizzo della voce, tradiscono le radici jazz. Questo rende la sua produzione di qualità e ogni brano di questo album è una piccola perla che invita all’ascolto, a quell’ascolto attento di cui ogni tanto decanto le virtù. E la sua fisicità, seppur delicata, racconta delle sue origini siciliane. Quanta passione dietro questo mestiere e ancor più quanta chiarezza su stile e suono. A lei ho chiesto come è stato  il suo avvicinamento alla musica e in particolar modo cosa l’ha condotto all’area jazz?

Non ricordo il momento esatto in cui la musica è entrata a far parte della mia vita, perché c’è sempre stata, ed io per lei. Ero piccola quando, affascinata dalle immagini in bianco e nero, è iniziato il mio amore per i cantautori italiani ed il desiderio di voler diventar come loro. Parallelamente, si muoveva l’interesse per il jazz, tanto da voler approfondire gli studi in Conservatorio, mettermi alla prova e sfruttare le infinite possibilità musicali che questo genere sa dare”

Prima di arrivare alle prime pubblicazioni però, una gavetta costante che ti ha impegnata per diverso tempo, oltre che negli studi specifici partecipando a questo proposito anche a svariate master class in cui hai potuto incontrare numerosi artisti già noti, Grazia di Michele tra tutti. Cosa ti ha lasciato questa fase e come è stata viverla?

Osservare da vicino artisti di tale importanza, mi ha dato modo di rubar loro alcuni “trucchi” del mestiere e mi ha stimolato nella ricerca della mia identità musicale. Non è retorica dire che nella musica non si finisce mai di imparare, perciò ritengo che questa fase preveda ancora numerosi nuovi incontri”

Grazia di Michele tra l’altro, percependo la qualità delle tue produzioni, quindi vocali ma anche autorali, ha deciso di firmare insieme a te un testo “Sai che c’è”. Mi racconti come è andata? Cosa hai apprezzato di più in lei e cosa invece lei ha apprezzato in maniera particolare di te?

Grazia Di Michele, cantautrice ma soprattutto persona per la quale nutro un grande affetto, ha seguito, a volte da lontano altre più da vicino, il mio percorso musicale dandomi svariate occasioni di potermi esprimere attraverso la mia musica. Proprio come successe con “Sai che c’è”, canzone che scrissi all’età di 14 anni e che Grazia decise di produrre, insieme a Lucio Fabbri, per essere poi pubblicata dalla NAR International. Fu questo il mio primo passo in veste di cantautrice, e non smetterò di ringraziare Grazia per avermi spronato a mostrarmi così come sono

La tua voce accarezza le note, gioca, come spesso dico, le note e quell’aria jazz mi sembra ti appartengano molto, anche fisicamente. Sbaglio a percepire questo?

“Ti ringrazio per la bella immagine che mi hai dedicato. Mentre canto, investo ogni parte di me, sia emotiva che fisica; mi piace abbracciare il palco, tenere i piedi ben saldi e tracciare, con il corpo, il flusso indicatomi dalla musica”

Com’è la vita alla ricerca del successo oppure del dovuto riconoscimento? Perché un personaggio come te, un’artista come te, a mio avviso, ha tutte le carte in regola per ottenere il suo posto al sole. Allora mi chiedo, spaventa produttori e case discografiche oggi tutto ciò che sia meno nazional popolare nella musica? Spaventa chiede un impegno diverso al pubblico, quello di tornare ad ascoltare un brano e non sbocconcellarlo? Oppure?..

Non è il successo l’orizzonte da bramare, bensì restare fedeli a sé stessi. Io ho scelto di fare la musica che mi piace, senza pensare di dover piacere o seguire le mode, ma con il desiderio, certamente, di arrivare all’anima di più gente possibile. Ognuno svolge il suo mestiere, comprese le case discografiche che hanno i loro validi motivi per puntare o meno su un artista, ma non possono e non devono essere le decisioni degli altri a sbarrare la vista della strada che si vuole percorrere

Senza dimenticare che oltre ad essere una cantautrice, sei anche scrittrice, tanto è vero che sei uscita prima con un romanzo che con un disco. Nel 2013 hai pubblicato “Un nuovo sintomo” che apri con una citazione musicale “Mi sono innamorato di te perché non avevo niente da fare…” Luigi Tenco. Qual è l’anima di questo romanzo?

Nel 2013, e quindi in piena adolescenza, scrissi un breve romanzo ispirato agli episodi di vita più significativi fino a quel momento. Mi piace servirmi dell’immaginazione laddove non riesco ad arrivare con la realtà: la scrittura, che sia di un libro o di una canzone, è la soluzione che preferisco. “Un nuovo sintomo” aveva la forma di un rifugio, lo stesso in cui ritornerei, ancora adesso”

Navigando fra le pagine della casa editrice, la BookSprint Edizioni, ho trovato anche tanti commenti. Qui a seguire alcuni di questi

Questo libro ha segnato la mia ultima storia d’amore, un nuovo sintomo a tutti gli effetti. Valentina ama, Valentina sogna, Valentina vive d’Amore” e ancora “Ho letto l’anteprima e devo dire che questo libro mi ha rapita! Non vedo l’ora di comprarne una copia per veder come si evolverá la storia di valentina! Preannuncio un grande successo! complimentoni Ida:)” e ancora “Bellissimo libro, davvero molto scorrevole e soprattutto interessante da leggere! lo consiglio a tutti, complimenti Ida!Che effetto fanno?

E’ bello sapere che la gente riesca a riconoscersi nella storia che ho raccontato, l’obiettivo era proprio questo. E’ sempre il pubblico a dare un valore e un senso al tempo che impiego a servizio delle mie passioni

Torni poi alla scrittura quest’anno quando una tua testimonianza che viene inserita nell’antologia “Racconti ai tempi del Coronavirus”. In che cosa consisteva questa esperienza?

Ho descritto brevemente la nuova routine che mi ha accompagnato durante il lockdown: una percezione di sospensione e di attesa combinata alla smania di costruire, ma anche la perdita di mia nonna e la lontananza geografica dai miei genitori”

Il 2017 invece è nuovamente l’anno della musica,   interpreti la canzone “Sai che c’è” e nel 2019 hai pubblicato il singolo “Tutti i miei giorni”. Brani stupendi con un forte mood. Me li descrivi?

Sai che c’è”, come ti dicevo, è stata la mia prima vera canzone, per questo occuperà un posto speciale nel cuore. “Tutti i miei giorni” è arrivata qualche anno dopo e rappresenta la mia maturità musicale, il momento esatto in cui ho preso coraggio e mi sono presentata al pubblico attraverso le mie canzoni. Il brano parte con una breve analisi della mia vita, dai sogni irrealizzati alle occasioni perse, fino ad ammettere l’importanza e la necessità di avere accanto un’altra persona, la cui presa mi ha aiutato a fare un salto”

Sempre nel 2017 poi hai aperto numerosi live di artisti come ad esempio Manuel Agnelli. Come vi siete rapportati?

E’ stato un onore aver calcato, anche solo per una sera, lo stesso palco riempito da questi artisti, ed è stata una piacevole sorpresa essere stata accolta dal loro pubblico con affetto e partecipazione. Quando hai davanti grandi autori della musica italiana, l’imbarazzo fa da padrone, ma è proprio la loro gentilezza a creare un ambiente sereno e far sì che sia la musica l’unica vera protagonista”

Mentre l’anno scorso sei stata una delle sei finaliste del “Mia Martini Festival 2019”. Non è da poco. Sei rimasta soddisfatta? Cosa è piaciuto di più di te?

Ho avuto la fortuna di condividere l’evento insieme a cinque meravigliose cantautrici donne; abbiamo tinto di tanti colori, e non solo di rosa, il festival, portando il punto di vista femminile nella canzone. Ma l’onore più grande è stato omaggiare l’indimenticabile Mia Martini, ricordata soprattutto come grande interprete della musica italiana: la mia personale ricerca, invece, era finalizzata a riportare alla luce la vena cantautorale di Mimì, ed è per questo motivo che la mia scelta è ricaduta su “Lucy”, canzone da lei scritta, con inserti, tra l’altro, in dialetto calabrese”

Ed eccoci al presente. Il tuo primo album è appena uscito e si intitola “Sinceramente”. Tracce intense, voce speciale. Come è stato accolto? Ci parli anche di questo qual è l’anima che hai voluto imprimere?

Il mio primo album (che emozione poterlo pronunciare!) riflette fedelmente la mia anima e, attraverso otto canzoni, ho raccontato storie vere, che ho vissuto in prima persona o che ho visto negli occhi di altri. Le parole, poi, si sono portate dietro la musica a loro più affine e, con l’aiuto del musicista Paolo Scarpino, ho vestito ogni canzone di abiti diversi ma con la stessa misura. Ho ricevuto tanti messaggi di comprensione e di accoglienza nei confronti del disco: ognuno ha già la sua traccia preferita”

Progetti prossimi venturi? 

Suonare il disco dal vivo e poter cantare ogni canzone accanto alla gente”

 E la tua vita, intorno a tutto questo, com’è? Che persona sei? 

La musica è il centro della mia vita ed io mi trovo a volte al suo fianco, altre le corro dietro, oppure la osservo, la contemplo: sono necessarie anche le pause per ritrovare il senso di ogni cosa. Io sono felicemente lunatica e coinvolta da più passioni: la musica innanzitutto, ma anche la scrittura, i libri, le piante, la cucina!”

Con chi ti piacerebbe collaborare, chi vorresti avere sul palco con te?

In questo album ho avuto l’onore di duettare con la già citata Grazia Di Michele, ma anche con Aldo Mazzei, un giovane cantante cosentino che ha donato la sua grande sensibilità alla canzone “Un altro finale”, interpretandola con me. Tra i tanti sogni nel cassetto c’è quello di poter incontrare Ivan Fossati, desidererei scrivesse una canzone per me; gli direi “Fa’ di me ciò che vuoi!”