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TUM, “TakeOffAndLanding” il nuovo album

TUM cantava e suonava con i Pocket Chestnut, una indie band di base a Milano con oltre 250 date all’attivo (Ypsigrock 2010, Miami 2014). Lo scorso anno ha deciso di registrare un disco, con molta fantasia, a suo nome. Dentro ci sono dieci canzoni scritte quasi tutte sugli aerei, con un ukulele, un cellulare e dei vicini di posto verosimilmente infastiditi ma il più delle volte pazienti, che tra decolli e atterraggi lo hanno lasciato in pace a rovistare tra i suoi fogli scarabocchiati.

Thailandia, Marocco, Lapponia, Spagna, Giappone e India sono i viaggi che hanno ispirato questo disco. Proprio a Mumbai, dove ha vissuto per qualche mese, TUM ha deciso di iniziare mettere insieme le idee, dopo aver conosciuto per caso in un bar il cantautore indiano Vernon Noronha.

L’atterraggio è invece avvenuto nel cuore della Brianza, dove – nonostante l’assenza di uno scalo aeroportuale intercontinentale – Tum si è fermato ai Sabbionette Studio per farsi registrare e mixare da El Vis con il prezioso aiuto di Gabriele G (Doc Brown) e tantissimi altri amici. Dice, Tum, che mentre scriveva queste canzoni in testa gli ronzavano Flaming Lips, BRMC e Langhorne Slim, ma forse era solo la depressurizzazione della cabina. In “Take-off & Landing” ci sono un po’ tutti i dischi che ha fatto imbarcare in stiva, specie quelli raccolti sulla tratta Londra – Tucson, con qualche classico infiltrato ma senza dare troppo nell’occhio. Mettetevi comodi. Anche se siamo in fase di decollo, abbassate il vassoio, spegnete la luce e reclinate pure il sedile, mettetevi comodi insomma… per questo decollo gli assistenti di volo chiuderanno un occhio

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